Dalla Barbagia nasce un modello di turismo immersivo che combina innovazione, accessibilità e comunità.
Un paese di montagna che si apre al futuro grazie alle tecnologie digitali e alla forza delle relazioni umane.
A Gavoi prende forma un progetto innovativo promosso dal GAL BMG, che punta a far scoprire il territorio non solo attraverso i luoghi, ma anche tramite esperienze immersive e inclusive.
“Grazie al GAL abbiamo realizzato un progetto di turismo esperienziale sfruttando il digitale – racconta Lucio Pascarelli, consulente d’innovazione, gavoese d’adozione, dopo 35 anni vissuti negli Stati Uniti come dirigente per le Nazioni Unite, da tutti conosciuto come il “nomade digitale” –. Grazie al progetto sono stati digitalizzati quindici siti, dal lago di Gusana ai siti preistorici, dai menhir ai nuraghi, fino alle chiese e ai musei di Gavoi. “Le immagini in alta definizione sono state trasformate in esperienze 3D, – spiega Pascarelli – accessibili da pc e smartphone, che permettono al turista di immergersi nel territorio anche da remoto”.
Il progetto prevede tre componenti: contenuti digitali ad alta definizione, chatbot multilingua capaci di rispondere alle domande dei visitatori e modellini 3D pensati per le persone ipovedenti. Un insieme di strumenti che non solo arricchiscono l’offerta turistica, ma diventano anche un archivio digitale permanente a disposizione del Comune. “L’obiettivo – sottolinea Pascarelli, portando la sua esperienza – è rendere Gavoi accessibile e attrattiva per nuove fasce di viaggiatori, dimostrando che la qualità della vita qui è un valore competitivo”.
Una visione che trova eco nelle parole del sindaco di Gavoi, Salvatore Lai: “Il progetto si inserisce in una strategia più ampia: attrarre viaggiatori che danno al viaggio un significato diverso, fatto di esperienze autentiche, convivialità, buon cibo e relazioni umane”. Un obiettivo importante, anche alla luce del rischio di spopolamento che priva il territorio delle sue risorse più preziose: i giovani.
I punti di forza non mancano: un alto livello di naturalità, la biodiversità, le produzioni agroalimentari locali e una rete sociale capace di compensare l’isolamento tipico delle grandi città. A questi si aggiunge la rete digitale, che consente di lavorare a distanza, e la presenza della Casa della Salute, segnale di attenzione al benessere e ai servizi di prossimità.
Le criticità, però, sono note: infrastrutture e trasporti ancora insufficienti, difficoltà nel reperire e gestire i finanziamenti, esigenze crescenti di chi sceglie di trasferirsi anche solo temporaneamente. “Portare qui persone – osserva Lai – significa affrontare temi complessi: resilienza, bisogni concreti, qualità dei servizi. Se non si trovano risposte adeguate, il rischio è che il progetto si trasformi in un boomerang”.
Nonostante le difficoltà, i segnali sono incoraggianti: oltre a Pascarelli, altri professionisti stranieri hanno scelto di vivere e lavorare a Gavoi, attratti da una vita più semplice e da relazioni più autentiche. “Il futuro – conclude Lai – non sta in un prodotto rigido, ma in un modello flessibile e sperimentale, che sappia adattarsi e crescere nel tempo.
Saranno i giovani a traghettare Gavoi nel futuro: noi possiamo accompagnarli, ma tocca a loro trasformare questa prospettiva in realtà”.
Testi: Giulia Eremita; Video: Gianluca Flore
Iniziativa finanziata dal Programma di sviluppo rurale per la Sardegna 2014-2022; Organismo responsabile dell’Informazione: Gal Distretto Rurale Barbagia Mandrolisai Gennargentu; Autorità di Gestione: Regione Sardegna-Assessorato dell’Agricoltura e Riforma Agro Pastorale; Sottomisura: 19.2 “Sostegno per l’esecuzione delle operazioni nell’ambito della strategia di Sviluppo Locale di Tipo Partecipativo – Azioni di Sistema (CUP: H58H25000280009)
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