Luciana Marcis e la rinascita del bello: da un “non finito” a una nuova idea di accoglienza a Teti

Un progetto che trasforma un edificio incompiuto in un simbolo di rigenerazione e bellezza diffusa. L’impegno di Luciana Marcis per una Teti più accogliente e curata.

Luciana è una ragazza che non passa inosservata. Dinamica, entusiasta e con molta energia contagiosa.

Una buona percentuale di tale energia la sta mettendo in questa nuova impresa work in progress: il restauro attento di una casa datata destinata a diventare una bella dimora per i turisti esperienziali di questo angolo incantato della Barbagia.

“Il cinquanta per cento del mio sangue è tetiese”, dice per iniziare Luciana Marcis, che senza girarci troppo intorno ci introduce nella nuova sfida: ampliare l’offerta ricettiva del paese.

Un luogo dell’anima a cui si sente molto legata che appena può raggiunge da Cagliari, dove vive e lavora. “Sono titolare di un’impresa che si occupa di valorizzazione dei beni culturali. Ho colto però l’occasione dell’avviso del GAL per avviare un’altra attività di affittacamere qui a Teti. Devo dire che era un sogno che avevo già da tanti anni, quindi ho colto al volo l’opportunità”.

L’idea nasce perché Teti ha tantissime valenze archeologiche, naturalistiche e adesso recentemente anche sportive col nuovo polo creato dal Comune.

L’accoglienza non è numerosa: c’è un affittacamere, ci sono alcuni Bed and breakfast, ma lo spazio per ampliare l’offerta c’era tutto. “Volevamo cogliere l’occasione data dal GAL per incrementare l’attività offrendo nuovi posti letto con questa formula che permette un po’ più di libertà e di autonomia nel gestire il tempo e le vacanze, ma sicuramente un modo interessante per poter godere di tutto quello che il territorio ha da offrire”, dice Luciana Marcis.

L’intervento che abbiamo deciso di intraprendere è molto importante. La casa è una delle prime che si incontra entrando in paese. L’idea di farla diventare una struttura ricettiva dà l’input e l’impulso a creare bellezza, quindi a creare quel finito anche architettonico che collabora a rendere l’atmosfera del paese ancora più suggestiva e coerente con tutto il contesto”.

Per fare in modo che la cultura del bello diventi prevalente i passi da fare sono ancora molti.

“Bisognerebbe investire più risorse. Se cambiassimo mentalità, avremmo centri più accoglienti e decorosi”

Ben venga l’azione di enti come il GAL che sostengono questa piccola – grande rivoluzione culturale.

“I GAL sono degli attori importantissimi per il territorio, prima di tutto perché conoscono la realtà e sanno quali sono le esigenze e le leve da muovere. Poi apprezzo la visione di insieme, di territorio che va oltre il singolo comune”, conclude Luciana Marcis.

Testi: Luca Urgu; Video: Antonio Ruju

Iniziativa finanziata dal Programma di sviluppo rurale per la Sardegna 2014-2022; Organismo responsabile dell’Informazione: Gal Distretto Rurale Barbagia Mandrolisai Gennargentu; Autorità di Gestione: Regione Sardegna-Assessorato dell’Agricoltura e Riforma Agro Pastorale; Sottomisura: 19.2 “Sostegno per l’esecuzione delle operazioni nell’ambito della strategia di Sviluppo Locale di Tipo Partecipativo – Azioni di Sistema (CUP: H58H25000280009)

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